Quei giacimenti culturali patrimonio di tutti

tesoroVi ricordate dei “giacimenti culturali” degli anni ’80? Erano gli anni in cui i beni culturali cominciavano ad essere considerati anche dei beni produttivi, con un loro profilo economico ben delineato, da mettere alla prova con soluzioni di marketing mirate. Normalissimo in un Paese, come il nostro, mancante delle materie prime necessarie per portare in attivo il bilancio.

Di fatto, la legge finanziaria del 1982 istituiva i Fondi di Investimento per l’Occupazione, mentre la legge 41 dell’86 introduceva la nozione dei giacimenti culturali e prevedeva nuove modalità di reperimento di finanziamenti tramite i piani di sviluppo integrato: pensate ai progetti relativi agli itinerari turistico-culturali del Sud d’Italia, ai progetti di restauro dei FIO ecc.

E’ l’inizio di qualcosa di serio che si concretizzerà nella modifica del titolo V della parte II della Costituzione.

Grazie a quest’ultimo intervento legislativo, oggi lo Stato protegge e conserva il patrimonio culturale, mentre gli enti locali si occupano della valorizzazione dei beni culturali e dei beni ambientali, della promozione e dell’organizzazione delle attività culturali.

A tutto ciò ha fatto seguito il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio entrato in vigore il 1 maggio 2004, grazie al quale finalmente è il cittadino il vero protagonista della tutela del patrimonio culturale: in forma associata o singolarmente garantisce di fatto la conservazione dei beni culturali che appartengono a se stesso e alla comunità in cui vive. Nessuno obbliga i cittadini ad effettuare la manutenzione o il restauro di qualche bene, ma farlo è nel proprio interesse.

Chiaramente, le iniziative vengono ricompensate dallo Stato o parzialmente o sottoforma di sgravio fiscale.

Ognuno può effettivamente contribuire: pensate alla semplice donazione a favore del restauro di un libro o di un quadro o di un palazzo o di un’associazione senza scopo di lucro che si occupa di queste iniziative, la stessa donazione è fiscalmente detraibile.

Per altre modalità di partecipazione alla tutela, alla conservazione, promozione e valorizzazione dei beni culturali, rimandiamo ai prossimi articoli.

Per ogni vostra richiesta:

[contact-form][contact-field label=’Nome’ type=’name’ required=’1’/][contact-field label=’E-mail’ type=’email’ required=’1’/][contact-field label=’Richiesta modalità di valorizzazione dei beni culturali’ type=’textarea’ required=’1’/][/contact-form]

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!