Dal patrimonio ai beni culturali

agrigentotempli700Il percorso storico e normativo per arrivare alla definizione dei beni culturali è stato lungo e travagliato.

La nostra storia potrebbe cominciare dal termine con il quale gli antichi romani indicavano l’insieme dei beni di famiglia: il patrimonio. Questo, però, non veniva inteso con un’accezione venale e puramente economica, ma come insieme di beni da trasmettere ai propri discendenti. L’erede, dunque, non diventava solo proprietario, ma era un vero e proprio depositario della tradizione della famiglia.

Da quando i beni della famiglia furono intesi come beni della nazione, ebbe inizio una nuova era. Ma da quando il bene diventò “sociale”? L’evento più importante e incisivo che determinò questo passaggio fu, senza dubbio, la Rivoluzione francese. E’ con essa che cominciò ad affermarsi l’idea di una coscienza collettiva: la stessa famiglia si spogliava della sua sacralità per condividere i propri beni con tutti gli abitanti di un territorio retto da una carta costituzionale. Cionondimeno, non possiamo trascurare l’importanza della religione intorno al termine patrimonio: un tipico bene patrimoniale, infatti, è sempre stato la reliquia del santo, grazie al suo valore taumaturgico e rivelatore.

Il primo testo in cui si trova una definizione di patrimonio è la Carta di Venezia del 1964, detta Carta Internazionale sulla conservazione e il restauro dei monumenti e dei siti: il patrimonio corrisponde alle opere monumentali “recanti un messaggio spirituale, del passato, rappresentano, nella vita attuale, la viva testimonianza delle loro tradizioni secolari. L’umanità, che ogni giorno prende atto dei valori umani, le considera patrimonio comune, riconoscendosi responsabile della loro salvaguardia di fronte alle generazioni future. Essa si sente in dovere di trasmetterle nella loro completa autenticità“.

La prima nozione di bene culturale, invece, appare nella Convenzione dell’Aja del 1954, in tema di tutela del patrimonio in caso di conflitti armati. Vi si stabilisce, infatti, l’imperativo di proteggere il patrimonio culturale di tutta l’umanità, poichè ogni popolo contribuisce alla cultura mondiale. Concetto ribadito nel 1968 da una Raccomandazione dell’UNESCO a proposito della conservazione dei beni culturali messi in pericolo da lavori pubblici o privati.

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