La città che vorrei

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Quante volte avete immaginato di cambiare la vostra città? Sistemare mentalmente qualche spazio troppo sacrificato al cemento o all’asfalto e riempirlo di prati, aiuole, biblioteche? La ricerca della città ideale è sempre stata un’aspirazione valida per gli intellettuali di tutti i tempi: gli architetti del Rinascimento facevano a gara per trovare la soluzione che più si confacesse alle esigenze dei cittadini, privilegiasse l’aspetto estetico e l’integrazione della struttura architettonica urbana con il paesaggio circostante.

L’ispirazione principale era la natura. Perché non può essere così anche oggi? Quale acqua è passata sotto i ponti perché non si possa più proporre un piano urbanistico senza un’eccessiva cementificazione e con i poli industriali lontani dal centro abitato?

Se certamente alcuni amministratori locali non sono o non possono essere d’esempio, ecco che vengono in aiuto del cittadino le associazioni e i privati, al fine di colmare i grandi varchi lasciati dalle istituzioni. Così abbiamo fondazioni e associazioni no-profit, architetti singoli o riuniti nell’ordine che a titolo personale immaginano, desiderano, propongono. Non è un puro sfoggio intellettuale né, tantomeno, una soluzione definitiva ai problemi che oggi attanagliano le città europee (mancanza di aree verdi, inquinamento veicolare, navale, industriale, impianto viario antiquato e insufficiente a soddisfare le nuove esigenze di circolazione di persone e mezzi ecc). E’ quella cara vecchia maniera di affrontare le difficoltà che l’uomo del Mediterraneo si è trovato sempre di fronte alla sua strada: la formulazione di un’idea.

Il mondo è certamente costruito sulle idee, prima ancora che sui capitali.

In un periodo di crisi economica come quella attuale tutti gli economisti pensano che mettere in circolazione più denaro equivalga a una spinta che moltiplichi il consumo. Come bene sapeva anche Keynes, non può bastare. Occorre mettere sul piatto anche un altro ingrediente strepitoso: le emozioni dei consumatori. Perché chi non si emoziona non compra. Chi non è scosso dentro non metterà mai le mani in tasca, pur avendone la possibilità.

Per tutto questo servono le idee. Quante vale oggi un creativo, un manager culturale, un operatore dei beni culturali che sappia spaziare dalla cultura classica a quella contemporanea, non si può nemmeno calcolare. Crescere oggi dei giovani che sappiano pensare in grande, mettendo sul tavolo delle piccole idee, è, dev’essere, l’obiettivo primario di ogni buon educatore.

Affidiamo ai nostri giovani il compito che i loro padri e i loro nonni non hanno saputo adempiere: immaginare, progettare, creare una città a immagine e somiglianza dell’uomo moderno. Sarebbe bellissimo lanciare un concorso di idee nelle scuole, ridisegnare vecchie strutture urbane, zone o edifici dismessi, spazi industrializzati. Parola d’ordine: rifare. Rimettersi in gioco. Spazzare via, anche solo con la fantasia, tutto ciò che è stantio, fuoriluogo, inutile, nocivo. Sono sicuro: dai giovani verrà finalmente il buon esempio che mancava da tanto tempo.

Contrariamente a quello che si possa pensare, i giovani di oggi, a volte più dei loro predecessori, mostrano un’alta sensibilità nei confronti dell’ambiente che li circonda. Quello che in realtà manca sono gli strumenti per diventare partecipi o, meglio, parte attiva di questa società, perché anch’essi possano programmare un futuro (che appartiene a loro più di tutti) finalmente sostenibile, attivare un circolo virtuoso che assicuri loro una crescita personale e comunitaria di spessore, con un forte coinvolgimento occupazionale e creativo che li renda sempre più integrati in una società moderna a loro immagine e somiglianza, consapevoli delle loro alte capacità.

La Sicilia che vuole cambiare deve prendere seriamente in considerazione questa possibilità e diventare quello che era una volta e che è sempre stata: una grande incubatrice di idee.

Pensate che sia solo un sogno, un’utopia? Guardate a quegli enti virtuosi che hanno già pensato in questo senso:

http://www.comune.valdagno.vi.it/comunichiamo/notizie/la-citta-che-vorrei

http://www.lagunadinora.it/sezione.php?idsez=26&ID=200

La città che vorrei: sostenibile e a misura di bambino… un sogno per Messina?

http://www.icsedegliano.it/sezioni/studenti/0405/CittaCheVorrei/1presentazione.html

http://www.cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2107

http://www.csvrc.it/reti-tematiche/disabilita/826-rete-disabilita-e-ass-animondo-presentano-qla-citta-che-vorrei-una-citta-per-tuttiq-sabato-6-luglio

“La città che vorrei”: gli studenti progettano il futuro

http://www.istitutocomprensivobrin.it/sito/news/notizie/concorso-la-citta-che-vorrei

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/74197

http://www.comune.parma.it/comune/Il-Quartiere-Che-Vorrei.aspx

http://www.santacroce2020.it

http://www.legambienteferrara.org/article.php?recordID=42

http://www.avoe.org/la-citta-che-vorrei.html

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