Come prepararsi seriamente alla stagione turistica (tutto l’anno)

ScalinataPerché il turismo di casa nostra stenta a decollare? Superate le crisi degli anni ’90 dovute alle guerre dei Balcani e del Golfo e le preoccupazioni sorte dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York, cosa si è verificato negli ultimi anni che non ha consentito più la ripresa turistica?

Partiamo dalla considerazione facilmente verificabile che il turismo mondiale è sempre in crescita e non vede crisi.

Resta da spiegare il calo delle note località turistiche italiane. Da quando l’Italia è entrata nell’area euro è automaticamente diventata meno appetibile nei confronti degli Stati che registravano una potenzialità di spesa maggiore e trovavano il grande vantaggio del cambio di valuta favorevole. L’euro ha avuto l’effetto di mettere in una condizione paritaria (in termini di spesa) gli Stati turistici per eccellenza e, a parità di condizioni, è riuscito a capovolgere la classifica dei Paesi più visitati che ha visto la Spagna superare l’Italia e la Francia decollare.

Evidentemente, il cambio valuta era una delle nostre armi principali, dal momento in cui i servizi, i prezzi, i trasporti collegati all’offerta turistica sono stati sempre la nostra pecca peggiore. La Spagna ha vinto la battaglia dei trasporti, insieme all’Austria, la Francia quella della qualità dei servizi, la Grecia quella dei prezzi. Quanto basta per far capitolare un colosso che conserva il 6% dei beni culturali mondiali come l’Italia (per approfondimenti vedere il resoconto Istat: http://culturaincifre.istat.it/sito/musei/PatrimonioUnesco.pdf).

Per risanare il nostro “svantaggio” sugli altri Paesi e ritornare in cima alla classifica delle destinazioni preferite dai turisti di tutto il mondo, la ricetta è già servita: puntare soprattutto sul miglioramento della qualità dei servizi, della qualità e della quantità dei trasporti, sull’abbassamento o sull’adeguamento dei prezzi.

In più, bisogna ritagliare l’offerta nei confronti del target dei visitatori (da distinguere per provenienza geografica, sociale, ecc).

Per arrivare a tutto questo che ben venga la costituzione dei nostri operatori turistici in consorzi, comunità, associazioni volte a creare una rete omogenea di servizi a prezzi competitivi. Come dimostrano numerosi casi di successo, le piccole comunità arrivano dove gli altri non possono arrivare: la sinergia, la collaborazione, la condivisione fanno dei piccoli centri una realtà turistica con un’offerta ricca, appetibile e competitiva.

In Italia, come al solito, si ricomincia dalla provincia.

Se volete partecipare al nostro progetto di Rete Turistica Siciliana o svilupparne uno locale, segnalatelo qui:

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